IMMIGRAZIONE, SINISTRA E MODERNA TRATTA DEGLI SCHIAVI

IMMIGRAZIONE, SINISTRA E MODERNA TRATTA DEGLI SCHIAVI

Tra il XVI e il XIX secolo, per supplire alla mancanza di manodopera delle Americhe, dovuta a uno dei più grandi genocidi della storia, quello dei nativi, i coloni inglesi, francesi, spagnoli, olandesi e portoghesi iniziarono un trasferimento di popoli che svuotò di 50 milioni di persone l’Africa, per trasportarli con le navi (negriere) nel Nuovo Continente, per usarli come schiavi.

Mutatis mutandis lo stesso fenomeno accade ancora oggi.

In Europa ci sono circa 300 milioni di lavoratori e sono quelli che nel scorso secolo, grazie a decenni di lotte sindacali hanno ottenuto importanti conquiste, salari dignitosi, orari adeguati, diritti, garanzie, welfare (il 50% del welfare mondiale si concentra nel Vecchio Continente). Poi l’intero sistema capitalista occidentale è entrato, negli ultimi trent’anni, in una lunga crisi, caratterizzata da una caduta tendenziale del saggio di profitto, che genera una concentrazione di capitale e di ricchezza nelle mani di pochi capitalisti. Questi capitalisti, i vertici delle grandi banche, delle grandi multinazionali…per massimizzare i loro profitti in questa fase di crisi, devono comprimere più che possono il costo del lavoro. I governi occidentali, al servizio di questi signori, hanno iniziato, a partire dagli anni ’80-’90 a smantellare le garanzie e i diritti dei lavoratori per favorire proprio la massimizzazione dei profitti della classe padronale. In Italia ad esempio questi meccanismi si sono concretizzati in varie leggi di precarizzazioni del lavoro, votate sia dal centrodestra, che dal centrosinistra (pacchetto Treu, legge Biagi, legge Fornero ecc…). La giustificazione di queste misure fornita dai governanti è sempre la stessa “il mondo è cambiato, bisogna adattare le leggi alla situazione che si è creata”. Ma cos’è questa situazione che si è creata, e chi sono i responsabili?

Negli ultimi 15-20 anni dall’Est Europa post comunista, dall’Africa del Nord e Subsahariana, dall’Asia e dall’America Meridionale, sono cominciati ad affluire verso il nuovo continente milioni di persone. Il che, in sé, è stato un fenomeno positivo: aiuta l’ormai ferma crescita demografica europea, contribuisce a svecchiare la popolazione europea e favorisce un ottimo incontro tra culture diverse.

Ultimamente però, questo fenomeno, soprattutto nella sua drammatica forma dell’immigrazione irregolare per mare su carrette del mare alla deriva, sta diventando funzionale alla classe padronale, specialmente nelle sue componenti più nere (si pensi ad esempio alle infiltrazioni della criminalità organizzata nell’agricoltura al sud e nell’edilizia al nord).

Queste persone che fuggono dalla condizione terribile in cui si trovano (l’Africa Subsahariana, dilaniata da guerre e da fenomeni ambientali devastanti, quali la progressiva desertificazione di aree un tempo verdi, è stata una delle poche zone del mondo a subire un peggioramento delle condizioni di povertà negli ultimi 25 anni) e che sopravvivono all’inferno che attraversano, fatto di viaggi nel deserto a bordo di camion, lunghe permanenze in Nordafrica e successivamente un viaggio per mare che per molti significa morte, diventano subito un “esercito industriale di riserva”, come li avrebbe definiti Karl Marx, cioè un esercito di veri e propri schiavi (si pensi agli episodi di Rosarno di qualche anno fa) che per salari da fame e orari e condizioni di lavoro da servi della gleba medioevali, vengono adoperati da padroni e caporali criminali nell’agricoltiura e (meno) nell’edilizia: i famosi “lavori che gli italiani non vogliono più fare” tanto citati dalle varie “sinistrate” modello Camusso, Boldrini ecc… Care compagne (si fa per dire) non sono gli italiani a non voler più fare questi lavori, sono i padroni che ricattano i lavoratori, imponendo a tutti quanti salari e diritti che solo il lavoratore immigrato, che magari è stato abituato nella vita a ben più dure privazioni, (e che magari, non avendo un permesso di soggiorno, è anche facilmente ricattabile) è in grado di accettare. Il risultato? In questi comparti si è verificato un impoverimento generale deli lavoratori, e anche una rilevante perdita di posti di lavoro da parte dei lavoratori italiani.

La sfida della Sinistra con la “S” maiuscola, sarebbe quella di lottare duramente (e non nego che già si faccia: si pensi alle nuove forme di sindacato conflittuale, nate proprio in questi contesti di grande sfruttamento) perché non ci sia più questo sfruttamento sanguinario dei lavoratori immigrati, per restituire parì dignità a ciascun lavoratore e ciascuna lavoratrice.

Altrimenti, se la politica sull’immigrazione si concentra solo sulla costruzione di moschee o sul permettere che le donne vadano in giro con un addosso un sacco della pattumiera (proprio così, cara femmifinta Boldrini, un niqab o un burqa violano fortemente la dignità della donna, per la quale tu ti batti costantemente, ma nelle CAZZATE, tipo sostituire la carta intestata della Presidenza della Camera perché c’è scritto “Il presidente” e non “La presidente”).

I diritti non sono questi: sono il lavoro, la casa, la salute, l’istruzione. Senza questo cambio radicale di pensiero, la sinistra lascerà sempre pù praterie alle destre xenofobe e razziste.

E poi una sinistra europea dovrebbe battersi perché le condizioni dei luoghi di partenza migliorino (il famoso “aiutiamoli a casa loro”), facendo terminare la vendita incontrollata di armi, causa di guerre, sofferenze e profughi, pressando le istituzioni internazionali perché promuovano una cancellazione unilaterale dei debiti dei Paesi in via di sviluppo, e perché cessi lo sfruttamento e il saccheggio da parte dei Paesi occidentali e delle loro multinazionali, tutti fattori con i quali il Capitale prende due piccioni con una fava: da una parte si arricchisce senza freni vendendo e rubando a questi popoli, dall’altra ne impedisce lo sviluppo, determinando così le condizioni favorevoli per quell’importazione di schiavi, utili ai loro affari e ai loro profitti.

Nel XXI secolo non serve più andarli a prelevare con la forza: vengono spontaneamente, per forza di cose.

Bisogna inoltre ricordare sempre: POTER emigrare è un diritto, ma DOVER emigrare è un crimine.

P.S. il sottoscritto non è certamente un salviniano o un cosiddetto “rossobruno”, come viene definito chiunque metta in discussione il paradigma catto(finto)comunista, ma è stufo della politica della si(o)nistra e dei si(o)nistrati che sta danneggiando TUTTI i lavoratori e favorendo il grande Capitale.

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